Opposizione a decreto ingiuntivo

Condividi
Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Google Plus
Share On Linkedin
Contact us

OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO

La banca ricorre al decreto ingiuntivo quando può rivendicare un credito che il correntista non paga per svariati motivi. E’ il debitore ingiunto a dover prendere l’iniziativa per evitare il passaggio in giudicato del decreto, facendo opposizione al decreto ingiuntivo.  Infatti, l’ importo del credito rivendicato dalla banca, riveniente da estratti conti, spesso non corrisponde al vero, perché in seguito alla rilevazione di illeciti bancari, il saldo viene ricalcolato, correggendo le anomalie riscontrate e le cifre finali cambiano.  Va da sé che la rigenerazione del conto corrente e il ricalcolo del saldo è sempre a favore dell’azienda e a danno della banca.

opposizione-decreto-ingiuntivo
opposizione-decreto-ingiuntivo

La banca per rivendicare l’importo chiesto nel Decreto Ingiuntivo, deve fornire l’onere della prova (provare il suo credito) ed è chiamata a  depositare tutti gli estratti conto dal giorno in cui è stato acceso il conto corrente del soggetto a cui è diretta l’ingiunzione (e non solo i canonici 10 anni) . Questa è una notizia che farà la felicità di chi  ha  ricevuto (o riceverà a breve) la notifica di un decreto ingiuntivo. Facendo opposizione al decreto ingiuntivo, (entro e non oltre i 40 gg), il correntista contesta gli interessi applicati dalla banca,  e quest’ultima, nel successivo giudizio a cognizione piena, è obbligata per provare il suo credito,  a produrre tutti gli estratti conto fin dall’apertura del conto corrente (non solo quelli degli ultimi 10 anni).

Questo è estremamente  positivo perché in questo modo si disporrà di molta documentazione da verificare:  per questo l’analisi è uno strumento di tutela e difesa dell’imprenditore.  Contestando quegli estratti conto, si contesta l’ingiunzione e il correntista, in seguito alla rilevazione degli illeciti bancari emersi dalle analisi,  molto spesso da debitore diventa creditore della banca.

Quando si è ricevuto un decreto ingiuntivo,  o quando la Banca richiede un perentorio rientro sul fido, avere nel cassetto una perizia che accerta gli illeciti della Banca,  è di vitale importanza: conferisce un inatteso potere contrattuale al Cliente. Con la premessa che  usura  criminale e usura bancaria  per la legge sono equivalenti, l’usura è grave reato penale e dimostrare il superamento del Tassi Soglia, da parte della banca ( usura bancaria) di fatto capovolge i ruoli.

L’opposizione a decreto ingiuntivo (645 cpc) è il mezzo con cui l’ingiunto, che ritenga ingiusta la condanna, impugna il decreto emesso nei suoi confronti. Quando,  il correntista contesta gli interessi applicati dalla banca, perché  calcolati con l’anatocismo, quest’ultima, nel successivo giudizio a cognizione piena, è obbligata a produrre tutti gli estratti conto fin dall’apertura della provvista e non solo quelli degli ultimi 10 anni  (obbligo di conservazione degli archivi ai fini fiscali).

La perizia è l’arma  in mano al correntista: rileva gli illeciti, ne stima il valore,  certifica il diritto al recupero delle somme.

A questo proposito, per capire concretamente  come si passa da  debitore a creditore ascoltate questo brano radiofonico.
 

Consulenze  e mediazione  tecnico legale, 40137 Bologna  
 mp.alloggio@analisibancarie.com –   http://www.scoop.it/t/illeciti-bancari